KODAMA – il mondo visto da un albero

8 novembre 2011
Scritto da Radio Kairos

kodama

Si parla ancora di animali a Kodama.Per denunciare un traffico enorme e illecito di esseri viventi, cani e gatti che dall’Italia vengono spediti nei Paesi dell’Est per finire nei laboratori di sperimentazione, come cibo in scatola o per farne pellicce.Vi leggeremo l’inchiesta de

La Repubblica, uscita venerdì scorso, 4 novembre

Larticolo originale è cosultabile qui:

La tratta dei cuccioli ‘Così diventano cavie’ / Animali, il traffico dell’ orrore ‘I cuccioli italiani venduti come cavie o cibo in scatola’

Brevi accenni sullo Yoga,Guerilla gardening e un po’ di problemi tecnici vi accompagneranno in questa settima puntata!

LIBRI CONSIGLIATI:

- CURE YOGA per i più comuni disturbi – Phulgenda Sinha edizioni Red
- Un’ eterna Treblinka. Il massacro degli animali e l’Olocausto – Charles Patterson – Editori Riuniti

ANCORA UNA TESTIMONIANZA:
È un racconto dell’orrore quello che fa Clara Bongiorno, responsabile del canile municipale. Storie che sono un pugno nello stomaco e su cui le guardie zoofile ambientali e la polizia municipale stanno conducendo una delicata indagine. “Può sembrare incredibile, ma c’è molta omertà e la gente che sa, che può scardinare questo mercato, preferisce voltare le spalle perché, in fondo, è brutto dirlo, si tratta solo di animali…”. Le vicende che ha raccolto lavorando fianco a fianco con le guardie, fanno accapponare la pelle.

“Sappiamo di allevamenti intensivi in case del centro storico, a Voltri e Sestri, dove vengono tenute segregate femmine che nella loro vita devono fare solo una cosa: partorire. I nostri veterinari hanno accertato che alcune che abbiamo salvato lo hanno fatto già quattro, cinque volte. Se pensiamo che un pitbull può partorire anche dodici cuccioli, tiri lei le somme”. Quando non sono più feconde, le lasciano per strada. Ma chi tira le fila di questo mercato? “Marocchini e rumeni”. Cosa ne fanno dei cuccioli? “Li vendono, semplice.

Cinquanta euro l’uno, un mercato che è florido davanti ai supermercati, le stazioni: in quella di Sampierdarena abbiamo sequestrato diversi animali in vendita”. Gli acquirenti sono soprattutto anziani. “I cuccioli vengono esposti davanti ai supermercati proprio perché quando le persone escono dopo la spesa, vedono gli animali e, magari per fare uno stupido regalo ai figli, li comprano. Come se fossero giocattoli”. Anche perché il prezzo è ridicolo… “Sì, il fatto è che questi animali spesso sono malati e dopo pochi giorni muoiono”.

È il destino di quelli che vengono usati per l’elemosina in strada. “In questo caso, sono tutti piccoli di 20-25 giorni che arrivano dall’Est. Cani anche di razza, che in un negozio paghi centinaia di euro, li porti a casa per due soldi”. Li aspetta un destino crudele: nascono solo per intenerire la gente che passa e riempire le tasche di organizzazioni che sfruttano, a loro volta, poveretti. “Sono così piccoli che la maggior parte non regge una vita così dura, così muoiono presto e i loro “padroni” se ne sbarazzano gettandoli nei cassonetti o nei greti dei fiumi”. Proprio ieri mattina le guardie zoofile hanno effettuato un sopralluogo davanti all’Ikea, a Campi, perché girava la voce che ci fossero delle carcasse. “Non abbiamo trovato nulla – fanno sapere dal nucleo -, ma le segnalazioni si moltiplicano. Se sono cani così piccoli, può darsi che siano state mangiati dai topi”.

L’accattonaggio, dicevamo. Una piaga che Tursi sta combattendo proprio con guardie zoofile e vigili, con controlli, multe, denunce e sequestri a raffica. Un’azione di contrasto a tappeto: il regolamento comunale, infatti, lo vieta servendosi di animali. “Ormai – sottolinea il capo nucleo Gian Lorenzo Termanini – siamo riusciti a “ripulire” tutto il centro, soprattutto via venti Settembre dove ad ogni angolo c’era un disperato con un cane”. Un cucciolo come quello di husky che è stato sequestrato a un mimo dalle parti di piazza Matteotti. Per portarglielo via e far scattare la denuncia per maltrattamenti è stato necessario un appostamento di quattro ore. “Ogni volta che chiudeva gli occhi, gli rialzava il muso con violenza e lo picchiava. Abbiamo portato il cane-_ conclude Clara Bongiorno – dal veterinario. Gli esami del sangue sono stati chiari: per tenerlo buono, gli aveva somministrato una dose massiccia di sonnifero, rischiando di ucciderlo”.

Tags: , , , , , ,

Inserisci un commento

Blue Captcha Image

*

Sostieni la radio

Nella tua dichiarazione dei redditi puoi destinare il 5 per mille dell'IRPEF direttamente a Radio Kairos 105.85fm. Indica nel tuo modello Unico, 730 o CUD il codice fiscale 92 03 08 50 371

Campagne

YesWeCash

RSS Dicono di noi

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.