Noisemaker – l’intervista di SaveTheNetlabel

22 ottobre 2012
Scritto da Radio Kairos

save the net label

Siamo giunti alla terza intervista per STN. E’ toccato a The Noisemaker, poliedrico artista italiano, parlare un po’ di sè.

Come e quando nasce nella tua mente il tuo progetto artistico?

Il progetto “The Noisemaker” nasce nel 2008 quando presi i primi contatti con una Netlabel argentina (Littlebus rec) molto attiva in quel periodo e con ottimi artisti al seguito. In realtà l’idea nasce molto prima nella mia testa quando dopo svariati anni passati da dj, un bel giorno mi ritrovai molto poco stimolato dalla musica che girava in quel periodo, credo fosse intorno al 2007/08. Decisi allora di cominciare a sperimentare più seriamente la parte della produzione che già da qualche anno avevo cominciato, ma solamente a livello amatoriale con i vari software che potevi trovare sul mercato come ad esempio l’ottimo Reason o Cubase. La svolta reale accade, quindi, nel 2008 quando compro la prima drum machine e da li in poi è tutta in discesa perché comincio a sfornare i primi lavori con buoni feedback. Arrivarono poi ulteriori soddisfazioni anche dalle serate in cui proponevo il mio liveset che pian piano mi andavo a costruire nel tempo e che faceva il punto forte del mio sound. Al momento sono tornato da un paio di anni a proporre anche il vinile oltre che il liveset, questo mi dà modo di poter suonare molta buona musica che ultimamente sta girando (vedi anche inversione di tendenza del mercato per quanto riguarda il vinile).

Musicalmente sei attivissimo su svarianti fronti, produci sia per Netlabel che per Label. Quali sono le differenze che incontri, se ce ne sono, e a cosa/chi ti ispiri maggiormente quando ti approcci alla creazione delle tue tracce?

Si, ho prodotto sia per Netlabel che per Label e in realtà non ci sono delle grosse differenze. Ci sono molte net che lavorano assai bene a 360° gradi, dalla produzione al mixing, dall’ artwork alla parte promozionale, quindi sostanzialmente da parte mia mi trovo bene sia da una parte che dall’altra. Per quanto riguarda la creazione delle mie tracce diciamo che comincio con il crearmi delle buone atmosfere dark o droni a cui poi aggiungo la parte ritmica su drum per poi riarrangiare tutto su ableton che uso come sequencer. Mi affascina molto, in poche parole, generare suoni e ambienti nuovi/futuristici, mi piace molto la sperimentazione di nuovi suoni e le possibilità che i vari software o hardware forniscono oggi sono immense. Ovviamente sono continuamente influenzato dalla musica che ascolto e suono, le contaminazioni sperimentali: dub e idm al momento sono quelle che preferisco.

Secondo il tuo punto di vista, come sta cambiando la fruizione musicale e, soprattutto, quale sarà il destino delle Label ora che internet concede molto spazio all’autopromozione e all’autodistribuzione del proprio materiale?

Secondo me si continuerà ad avere una grossa quantità di materiale per quanto riguarda le label che lavorano con internet e i vari portali. Questo ha dei lati positivi e dei lati negativi perchè abbiamo tanta musica caricata ogni giorno sui portali come beatport e si rischia di perdere un po’, magari, i prodotti migliori o musicalmente meglio prodotti. Sta poi al fruitore tenersi aggiornato e tenere sotto controllo le varie label che gli interessano. Per quanto riguarda l’autoproduzione e l’autodistribuzione è una buona cosa se fatta bene in tutti i suoi punti, ma rende un po’ solitario, a parer mio, il mestiere del musicista e tutti quei momenti “eccitanti” in cui prendi contatto con le label, invii demo o ti metti d’accordo con il grafico o con il sound designer per i mastering.

Secondo te si potrebbe combattere il download illegale distribuendo la musica gratuitamente, cercando di trovare nuovi metodi di supporto economico agli artisti, soprattutto emergenti, visto che attraverso la vendita della loro musica non riescono a ricavare niente?

Non lo so potrebbe essere un’idea valida se un artista venisse supportato poi da serate in cui proporre la sua musica e ricavarne così da vivere. Io sarei onorato di dare la mia musica in free download se poi riuscissi a proporre i miei set, tante volte non è cosi facile e tutti vogliono una fetta di torta a discapito di chi si sbatte e la musica la fa veramente. Questo è anche il motivo per cui sto progettando la mia label che lavorerà principalmente in vinile. Lì il mercato è differente e arrivare a coprire le spese anche solo della stampa e distribuzione è molto difficile ma è una bella sfida. In più il brivido di avere una copia reale della tua musica in mano non ha eguali per un musicista. Posso benissimo dire che è sempre stato il mio sogno avere la mia musica registrata su vinile.

Progetti, avvenimenti futuri?

Come detto sopra, e credo siate in primi ai quali lo confido ufficialmente: mi sto occupando della progettazione della mia label per cui sto lavorando molto duramente e spero di poter avere la prima uscita nei  primi mesi del 2013. Il resto è top secret per ora. Ultimamente ho lavorato anche per un’altra nuova label di un amico, Raw Waxes, per cui ho preparato un ottimo album di quattro tracce che uscirà sempre nel 2013 con un vinile dedicato e un vinile di remixes a cui hanno preso parte degli artisti di spicco della scena techno e sperimentale, ma non vi posso dire altro per il momento.

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