Al via la VI edizione di perAspera – dal 13 al 22 giugno a Villa Mazzacorati

19 giugno 2013
Scritto da Radio Kairos

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50 lavori, 50 compagnie, 10 giorni. Numeri, utili per evidenziare l’esito del monitoraggio della produzione artistica realizzato dall’associazione culturale alberTStanley, cuore e motore di perAspera / drammaturgie possibili, festival di arti contemporanee nei luoghi storici.

Dal 13 al 22 giugno, per il sesto anno consecutivo, Bologna si trasforma in una piattaforma che integra ed esalta i contenuti contemporanei del territorio regionale e nazionale, con un occhio di riguardo a quello che accade fuori dai confini.

La location è – almeno per questa edizione ancora – la settecentesca Villa Aldrovandi Mazzacorati, all’inizio di Via Toscana, sui primi colli bolognesi. Una villa che, al suo interno, nasconde il Teatro 1763, gioiello architettonico sottoutilizzato che per dieci giorni si apre completamente alla città, ospitando interventi artistici multidisciplinari a bassissimo impatto ambientale ed altissimo impatto emotivo.

Non solo il Teatro, ma l’intera Villa, nei suoi spazi interni ed esterni concessi in uso temporaneo, è palcoscenico degli interventi selezionati da perAspera sulla base di tre criteri: il patto produttivo stipulato con gli artisti contemporanei del territorio, una open call per le arti performative estesa a livello nazionale, il supporto di artisti di fama e di merito che scelgono di sostenere l’azione politica di resistenza intrapresa da perAspera.

È difficile da comunicare un festival che preferisce non fare i “nomi forti”, che pure ospita in abbondanza, perchè crede che gli artisti – noti e meno noti – siano tutti uguali, tutti di grandissimo valore. Guardare il programma per credere.

Un festival così denso è difficile da comunicare, nella smania frettolosa di racchiudere una notizia in poche righe, ma – con la piena consapevolezza del rischio – perAspera continua nel suo intento di dare spazio visibile e vivibile a quegli artisti che costruiscono drammaturgie possibili, in diverse forme, che rischiano percorsi nuovi, che sperimentano linguaggi coraggiosi, che mettono in gioco i propri corpi e la propria faccia per passione verso la Cenerentola della cultura, l’arte contemporanea.

La zucca di Cenerentola si trasforma in carrozza per dieci giorni, per tornare zucca il giorno dopo. Non si vedono aperture dell’orizzonte, ma si raccolgono i frutti e si semina ancora, perchè la produzione è copiosa ed ha una voglia combattiva di venire alla luce, di essere vista, sentita. Il festival le offre un palcoscenico non convenzionale, la conduce in spazi un tempo vissuti, che riprendono respiro grazie alle produzioni artistiche contemporanee. In quei dieci giorni, si sente davvero la Villa respirare.

È un invito lanciato a chi crede ci sia ancora molto da scoprire, a chi si vuole aprire a qualcosa a cui non si è abituati, perchè la cultura imperante alimenta di altri ingredienti le nostre menti.
Dimenticare gli schermi e gli schemi, questa è la sfida di perAspera.

Cosa racconta il monitoraggio.

Il monitoraggio racconta la voglia di espressione, racconta che l’Emilia Romagna è eccellenza nazionale della produzione performativa contemporanea: da questa regione proviene più della metà delle proposte contenute in cartellone. Seguono il Piemonte – regione in cui sono state realizzate politiche attive che portano risultati visibili – e la Toscana, che spicca per la scena della danza.

Il monitoraggio racconta che le arti performative sono sempre più fuse, sempre più difficili da categorizzare. È stato più complesso del solito individuare in quale delle sezioni del festival (performing act, dramaphone, danza, musica, progetti speciali, interventi) inserire le diverse proposte.

Racconta ancora che stanno aumentando le forme performative dedicate a pochi spettatori alla volta, addirittura ad uno solo in alcuni casi, per una fruizione intima e personale di quello che accade in una scena che non è più palcoscenico.
Sempre il monitoraggio racconta, infatti, che – nell’assenza di spazi dedicati – ogni luogo diventa palcoscenico, una stanza nuda, un giardino, il cemento di un cortile.

Come accade.

Accade che, in una sera di inizio estate ­ alcune volte alle 20.00, altre volte alle 21.00 – Villa Mazzacorati – luogo pieno di potenzialità che pochi conoscono, anche se è così vicino al centro e così facile da raggiungere – si accende. Si accendono le luci su lavori di diverse discipline, che si susseguono in una stessa sera. Lo spettatore che entra in Villa Mazzacorati, in una sola sera, può lasciarsi trasportare da performance, musica, danza, teatro e dalle installazioni – che sono ad ingresso libero come l’area ristoro del cortile centrale, in cui stare al fresco, chiacchierare, creare relazioni. In quell’area ristoro si incontrano anche gli artisti del festival, che spesso danno vita a progetti nuovi, che nascono proprio lì.

Accade anche che perAspera si apre ad espressioni non solo performative. Per questa edizione, il festival è in partnership con una realtà assolutamente affine come spirito: la galleria Squadro (via Nazario Sauro 27, Bologna), che ospita il progetto “Grandine” della fotografa di scena del festival, Futura Tittaferrante all’interno dei suoi spazi (inaugurazione martedì 11 giugno alle 19.00) e la conferenza stampa del festival (12 giugno ore 12.00). Da una suggestione di Squadro, arriva invece nel festival il disegnatore Stefano Ricci che il 13 giugno – assieme al contrabbassista Giacomo Piermatti – darà vita nel Teatro ad un atto dal vivo, una improvvisazione di disegno e suono, che si muoveranno in un unico, estemporaneo, respiro.

Preferiamo fermarci qui, raccontando solo l’apertura della sesta edizione di perAspera. Vogliamo che tutto il resto sia da scoprire, sera dopo sera. In quella Villa in cui ogni spettatore sarà libero di scegliere le suggestioni di cui alimentarsi, le emozioni di cui vivere, almeno per un po’.

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