CHEAP – la street poster art torna a Bologna dal 1 al 10 maggio

28 aprile 2014
Scritto da Radio Kairos

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CHEAP – street poster art festival

CHEAP torna con la seconda edizione: dal 1 al 10 maggio il festival di street poster art porta a Bologna nuovi street artist e una selezione di lavori raccolti con la call internazionale.

#ABOUT

Cheap è un progetto indipendente che promuove la street art come strumento di rigenerazione urbana e indagine del territorio.

Cheap organizza un festival annuale nato nel 2013 che prevede un open call internazionale e una selezione di guest chiamati a lavorare su progetti site specific, modulati sul paesaggio urbano e periferico di Bologna.

Cheap è un soggetto nomade, parte dal basso, valorizza l’ibridazione dei linguaggi espressivi, sostiene i percorsi i partecipati, agisce riappropriazioni collettive di spazi nei quali liberare energie creative.

#CALL 4 ARTIST – la selezione di poster

La Call di CHEAP è stata lanciata dal festival a gennaio ed era aperta a street artist, grafic*, fotograf* e illustratori.

Per l’edizione 2014 di CHEAP, la call è stata tematizzata ed è stato scelto il #GREEN come issue: gli artisti che hanno partecipato al contest hanno sviluppato lavori visivi sulle suggestioni di stili di vita urbani sostenibili, tutela del verde pubblico e promozione di un’azione glocale di rimboschimento, impegno sul riciclo e sulla mobilità urbana, coinvolgimento sull’utilizzo di energie rinnovabili, rivelando un complesso immaginario iper contemporaneo legato alle tematiche ambientaliste.

I poster selezionati attraverso la call, strumento partecipativo irrinunciabile per il festival, verranno installati nelle bacheche del centro di Bologna: l’azione è parte integrante del progetto realizzato in collaborazione con il Comune di Bologna #CHEAPgreen, partito a marzo con le affissioni dei poster di Paper Resistance e Sz zS.

#GUEST ARTIST

5 artisti su 4 quartieri: in San Donato, Navile, San Vitale e Porto lavoreranno durante il festival Orticanoodle e Martina Merlini, Lucamaleonte, Hyuro e L.E.T. – Les Enfants Terribles.

Martina Merlini

Bolognese d’origine , il percorso di Martina Merlini si è dato multiformemente nella sperimentazione di una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici.

Coerentemente con la sua ricerca artistica attuale, che si configura come un tentativo di ampliare il concetto di texture proprio della resa xilografica attraverso l’utilizzo di altre tecniche, la Merlini lavorerà prendendo come base grandi poster, che verranno frammentati attraverso la tecnica dello strappo , sovrapposti e alternati a macchie di colore, in modo da ottenere un impatto visivo fortemente materico.

Il suo intervento per CHEAP sarà in via Zago nel Quartiere San Donato, sul muro de “Il Buco”, sede dell’associazione Oltre: l’intervento è in collaborazione con il Progetto Zago.

Orticanoodles

Eccezionale interprete della stencil art, il duo milanese Orticanoodles nasce nel 2004 ed utilizza prevalentemente stickers e paste up. Ben presto, nel laboratorio del quartiere Ortica da cui prendono il nome, cominciano ad essere realizzati i primi stencil tagliati a mano, segnando un’evoluzione nel linguaggio accompagnato da nuove interazioni con lo spazio urbano.

Di fronte alla saturazione del paesaggio urbano causata dalla presenza pervasiva della pubblicità, Orticanoodles reagisce con una guerrilla visiva caratterizzata da un’estetica estremamente pop che si riappropria delle modalità di ripetizione e proliferazione dell’advertising.

La loro produzione più recente, una collezione di ritratti di leader, celebrità e artisti provocatori, segna un ulteriore step nell’articolazione del loro percorso artistico, imperniato sul concetto di “stencil su stencil”: i volti iconici vengono dipinti sopra intricate matrici di stencil finemente intagliate, interpolate con messaggi verbali, realizzando un ipertesto visivo di rimandi tra il soggetto ritratto ed il suo lavoro artistico e intellettuale.

L’intervento di Orticanoodles per CHEAP sarà al Pilastro nel Quartiere San Donato e verrà dedicato al partigiano e poeta bolognese Roberto Roversi. Rappresentato in maniera poliedrica, il ritratto di Roversi si scomporrà arrivando poi a riassemblarsi in diversi ulteriori ritratti, in un’allusione all’eccellenza raggiunta in tutti gli ambiti a cui si è dedicato.

Lucamaleonte

Tra i maestri indiscussi dello stencil e con un background che poggia su solide basi di storia dell’arte e di pratica del restauro, Lucamaleonte è attivo nell’ambito della street art a partire dal 2001, quando inizia ad intervenire nello spazio urbano utilizzando poster e stickers.

Caratterizzato da una forte ricerca formale, la capacità di sintesi tra contemporaneità e tradizione storica italiana resta la cifra distintiva della sua produzione artistica: elementi prelevati dall’antichità classica, immagini provenienti da libri di anatomia, botanica e scienze naturali vengono rielaborati in composizioni dal forte impatto grafico e simbolico.

Altrettanto distintiva è l’attenzione al dettaglio, che Lucamaleonte persegue fino ad ottenere una resa sorprendentemente fotografica grazie ad un uso magistrale della tecnica dello stencil, vero e proprio fondamento del suo linguaggio.

Il suo intervento per CHEAP sarà sulla facciata di un edificio in via Moscherino nel Quartiere Navile.

Hyuro

Hyuro, artista Argentina che da anni opera stabilmente in Europa, parte da un percorso di fine art che la porta solo successivamente ad avvicinarsi alla street art e a farne una pratica centrale nella propria ricerca.

Caratterizzata da uno stile minimalista, da un ricorso seriale alle tinte monocrome, da atmosfere surrealiste, la produzione artistica di Hyuro è attraversata da un delicato ma fermo spirito critico, rivolto con continuità alla questione di genere: indaga ed interpreta l’identità femminile come moltitudine, enfatizza gli stereotipi costruiti sui corpi delle donne per operarne la decostruzione, propone riflessioni scomode accompagnate da inviti all’empowerment su temi che spaziano dalla violenza di genere all’alienazione del quotidiano.

Il suo universo, definito da Eshif “disturbante e seduttivo”, è popolato da sciami di donne, da scope e scale e gabbie per uccelli vuote, da cervi e teste di pescecane, da pecore che danzano attorno a lupi, da bucati da fare e pile di padelle da cui emanciparsi.

Hyuro è stata ospite di numerosi festival tra cui la Biennale d’Art Contemporain de Perpignan e Memorie Urbane (IT – Gaeta e Terracina); ha collaborato con gallerie d’arte a Vienna, Praga, Zurigo, Roma e Stavanger; ha realizzato opere di public art in Argentina, Spagna, Francia e Norvegia; a Copenhagen ha vinto il contest organizzato da Art Rebels insieme all’amministrazione locale ed ha realizzato “In/Between”, il più lungo wall mai realizzato in Danimarca, un lavoro di 271 metri che si sviluppa a lato di un’arteria urbana ad alto scorrimento.

Il suo intervento per CHEAP sarà sulle bacheche esterne dell’autostazione in viale Masini nel Quartiere San Vitale.

L.E.T. – Les Enfants Terribles

L.E.T. Nasce in Francia come stencil artist ed è l’acronimo di Les Enfants Terribles: una scelta azzeccata visto che vengono definiti in questo modo gli outsider e le personalità eccentriche negli ambienti legati all’arte. L.E.T. Fa parte del primo movimento tedesco della street art (1991/1992) ed è ancora attivo nelle strade: ha lasciato il segno in giro per Düsseldorf, la sua città natale dove dipinge a spray i suoi lavori su carta, poi li ritaglia e successivamente li affigge.

Lo stile di L.E.T. è tradizionale: i suoi lavori richiamano l’ironica e provocatoria street art britannica. Trova l’ispirazione da altri lavori molto conosciuti che reinterpreta in maniera estremamente personale, seguendo un percorso simile anche nella fase creativa: parte da un tema dalle forti connotazioni simboliche, adotta varie immagini di lavori noti e li combina insieme in una sorta di collage, con il risultato di approfondire o ridefinire il messaggio degli autori originali.

La tecnica e il linguaggio figurativo di L.E.T. ricordano i classici della street art. Questi parallelismi espressivi rappresentano volutamente un omaggio e sono il modo in cui l’artista imbastisce un dialogo con altri street artists. Figure in bianco e nero, che grazie a tocchi di colore si arricchiscono di un nuovo significato, forme fluide di grafiche e lavori tipografici, oltre a creazioni dall’aspetto tipicamente naturalistico: questi sono gli elementi che distinguono la sua arte rendendola allettante e stimolante per chi guarda. L’arte di L.E.T. contiene anche un forte elemento di critica sociale, rivelando i limiti della nostra società fondata sul consumo e la fame di divertimento.

La traiettoria artistica di L.E.T. è marcata da esibizioni di gruppo e convention di street art in tutto il mondo. Uno sviluppo costante come artista gli ha permesso di entrare nelle gallerie, luoghi in cui la forma fugace della street art può essere preservata per il pubblico. I media su cui preferisce lavorare sono tela, cartone e legno, tutti adatti per una galleria. Un fatto che non influisce però sul suo stile inconfondibile.

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