::: Stay Human :::

12 agosto 2014
Scritto da Radio Kairos

STAY-HUMAN-GRAPHIC-copy

Non so voi, ma personalmente non riesco più a vedere un telegiornale: senza eccezione editoriale, iniziano tutti con un laconico “sono ripresi i lanci di razzi su Israele”. Senza eccezione editoriale, nessun* spende una parola per una piccola nota a margine sul semplice fatto – e ribadisco fatto, perché anche l’interpretazione ha dei limiti – che Israele occupa militarmente la Palestina da alcune decine di anni.

Non riesco più a scrollare su un (maledetto) social network perché invariabilmente trovo delle foto di bambin* palestinesi trucidati, menomati, ammazzati come si ammazza in guerra. Un paio di domande sulla spettacolarizzazione del dolore e dell’orrore ce le dovremmo porre, mentre postiamo foto di uno sterminio che avviene in medio oriente dalle nostre comode geografie occidentali, navigando su devices disegnati in California.

Non riesco più a bere un aperitivo senza farmi venire un attacco di bile nel sentire in una conversazione qualsiasi “sì, però Hamas”. Ho la gola arsa dal ricordare agli opinionisti da bar che Hamas non è la Palestina, che su lezione dell’amico americano Hamas è stato finanziato da Israele per anni nel tentativo di destabilizzare l’OLP per i suo orizzonti di lotta socialisti, che Hamas è la diretta conseguenza della disperazione a cui è stato condotto un popolo che vive da decenni un’occupazione militare da parte di una nazione tecnologicamente e militarmente più avanzata. E che, per quanto impopolare suoni, il problema di Gaza non è Hamas.

Non lo so a che cazzo pensano quell* che ripetono la parola “legalità” in un pessimo loop e che parlano – a vanvera – di lotta al terrorismo. Mi piacerebbe pensassero più spesso ai loro diritti costituzionali, garantiti da quel libraccio agé che contempla peraltro anche il diritto alla Resistenza: sarà che abbiamo avuto 20 anni di fascismo e 2 anni di occupazione tedesca, sarà che qualcun* ha deciso di resistere in armi e ha scelto la lotta partigiana – e no, non è stato un pranzo di gala.

Non so con che coraggio prendano parola le amministrazioni locali il 25 aprile: nella retorica vuota ed edulcorata dei molt*, è da sempre assente il riferimento a chi vive ancora un’occupazione, a chi ancora è costretto a resistere – forse perché ad orecchie socialdemocratiche suona eversiva l’idea che rivendicare il nostro diritto a resistere significa rivendicarlo compiutamente per tutt*.

Opponiamoci almeno a questa narrazione, a questa cazzata infamante per cui le/i palestinesi sterminati nella propria terra vengono chiamati terrorist*. Questo non salverà la Palestina. Ma insieme ai boicottaggi dei prodotti israeliani, ad un’informazione critica, alle vignette disegnate per raccogliere fondi per le spese sanitarie in Palestina, insieme ai fischi per chi professa una colpevole equidistanza, insieme all’esercizio collettivo della memoria, insieme a tutta le pressione che possiamo fare nel chiedere che cessi l’occupazione, forse riusciremo almeno ad assolvere ad una certa lezione che qualcun* ci ha insegnato proprio dalla Palestina – restare umani.

(SM)

Tags: , , ,

Inserisci un commento

Blue Captcha Image

*

Sostieni la radio

Nella tua dichiarazione dei redditi puoi destinare il 5 per mille dell'IRPEF direttamente a Radio Kairos 105.85fm. Indica nel tuo modello Unico, 730 o CUD il codice fiscale 92 03 08 50 371

Campagne

YesWeCash

RSS Dicono di noi

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.