OMOSUMO live @ INDIElicious – martedì 26 agosto al Cavaticcio sponda Cassero

23 agosto 2014
Scritto da Radio Kairos

omosumo jump

Il rientro agostano a Bologna si addolcisce con il live di Omosumo, martedì 26 agosto sul palco di INDIElicious nel Parco del Cavaticcio sponda Cassero.

Un combo giovane quello degli Omosumo, nato artisticamente nel 2012: Ci proveremo a non farci
male è il primo loro EP ed è composto da 4 tracce di selvaggio entusiasmo e fragile bellezza. Li si
riconosce subito agli Omosumo per il potente impatto sonoro, caratterizzato da schizzate ritmiche
elettroniche su linee analogiche di basso, diabolici riff di chitarra sporcati da synth acid house e un
vocalist fuorioso, sublime e irraggiungibile.
Nella loro musica risuonano elettronica krauta, Led Zeppelin, linee melodiche ispirate
rispettosamente al qawwali di Nusrat Fateh Ali Khan, rock acido e psichedelico fino a flash di
Soulwax e Skrillex.
Durante I concerti sono soliti suonare all’interno di un enorme acquario di plastica, sorprendendo il
pubblico e trascinandolo, inevitabilmente, in un’esperienza psichedelica. Restii a mostrare i loro
volti. Nelle poche foto in circolazione sono fuori fuoco come nei ritratti di Ringu.
Ma dietro la sigla Omosumo si celano 3 brillanti menti musicali della Sicilia di oggi: l’eminenza grigia
(e giovane talento dell’elettronica sicula) Angelo Sicurella, voce graffiante e graffiata dietro alle
proprie drum machine; il chitarrismo granitico di Roberto Cammarata, già espresso ampiamente coi
suoi Waines; le linee di basso elastiche e poderose di un Antonio Di Martino, dai più conosciuto
come Dimartino, che si avventura qui in territori distanti dalla propria amata forma canzone con
risultati esaltanti.
Me è il suono a fare degli Omosumo un’esperienza uditiva destinata a durare nel tempo. E il suono
dell’album è forgiato da un fabbro acustico particolarissimo, quel Mario J. McNulty che ha messo
mano agli Omosumo appena terminato di lavorare al recentissimo “The next day” di David Bowie:
tra le tante altre collaborazioni del giovane talento newyorkese si ricordano Philip Glass (Naqoyqatsi,
“The Hours”, “La Belle et la Bete”), Matmos (”The Rose Has Teeth In The Mouth Of A Beast”),
Angelique Kidjo (un Grammy Award vinto nel 2008 per il suo lavoro sull’album “Djin Djin”) o band di
riferimento per gli Omosumo come i NIN di Trent Reznor, per i quali ha forgiato il suono live della
loro tournèe 2009.

Un combo giovane quello degli Omosumo, nato artisticamente nel 2012: Ci proveremo a non farci male è il primo loro EP ed è composto da 4 tracce di selvaggio entusiasmo e fragile bellezza. Li si riconosce subito agli Omosumo per il potente impatto sonoro, caratterizzato da schizzate ritmiche elettroniche su linee analogiche di basso, diabolici riff di chitarra sporcati da synth acid house e un vocalist fuorioso, sublime e irraggiungibile.

Nella loro musica risuonano elettronica krauta, Led Zeppelin, linee melodiche ispirate rispettosamente al qawwali di Nusrat Fateh Ali Khan, rock acido e psichedelico fino a flash di Soulwax e Skrillex.

Durante I concerti sono soliti suonare all’interno di un enorme acquario di plastica, sorprendendo il pubblico e trascinandolo, inevitabilmente, in un’esperienza psichedelica. Restii a mostrare i loro volti. Nelle poche foto in circolazione sono fuori fuoco come nei ritratti di Ringu.

Ma dietro la sigla Omosumo si celano 3 brillanti menti musicali della Sicilia di oggi: l’eminenza grigia (e giovane talento dell’elettronica sicula) Angelo Sicurella, voce graffiante e graffiata dietro alle proprie drum machine; il chitarrismo granitico di Roberto Cammarata, già espresso ampiamente coi suoi Waines; le linee di basso elastiche e poderose di un Antonio Di Martino, dai più conosciuto come Dimartino, che si avventura qui in territori distanti dalla propria amata forma canzone con risultati esaltanti.

Me è il suono a fare degli Omosumo un’esperienza uditiva destinata a durare nel tempo. E il suono dell’album è forgiato da un fabbro acustico particolarissimo, quel Mario J. McNulty che ha messo mano agli Omosumo appena terminato di lavorare al recentissimo “The next day” di David Bowie: tra le tante altre collaborazioni del giovane talento newyorkese si ricordano Philip Glass (Naqoyqatsi, “The Hours”, “La Belle et la Bete”), Matmos (”The Rose Has Teeth In The Mouth Of A Beast”), Angelique Kidjo (un Grammy Award vinto nel 2008 per il suo lavoro sull’album “Djin Djin”) o band di riferimento per gli Omosumo come i NIN di Trent Reznor, per i quali ha forgiato il suono live della loro tournèe 2009.

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