14 Febbraio 2016, San Valentino… n’ata vot’!?

6 febbraio 2016
Scritto da radiokairos

deLirica-elisir-d-amoreEbbene si, anche quest’anno verranno recise migliaia di rose rosse, mangiati quintali di cioccolatini, prenotate innumerevoli cene a lume di candela, accese miriadi di candele e pagate fior fior di euro babysitter in tutto il mondo.

NO! deLirica si dissocia da questo tumulto di cuoricini e bacettini commercialini, ma a modo suo, e in anticipo rispetto alle celebrazioni del S. Valentino, nella puntata di Lunedì 8 Febbraio, celebrerà l’AMORE raccontando la storia di Adina e Nemorino protagonisti del capolavoro di Donizetti “L’Elisir d’Amore”.

Tranne per due opere buffe, “L’ajo nell’imbarazzo” e “Olivo e Pasquale”, l’accoglienza del pubblico milanese nei confronti del bergamasco Donizetti restò tiepida fino alla prima dell’Anna Bolena nel 1830. Non fu facile per Donizetti crearsi un varco nel gusto imperante dell’epoca. Il pubblico perdeva le bave dietro Rossini, tutti volevano ascoltare opere di Rossini. Il Teatro alla Scala nella stagione teatrale 1824-25 mise in scena sei opere di Rossini. Rossini, Rossini, Rossini!!!

E lui non scriveva più musica per il pubblico già da tre anni nel 1832, anno in cui arriva il successo per Gaetano Donizetti con L’elisir d’amore. Capolavoro per davvero! Soprattutto per la semplicità che negli anni a seguire divenne esempio da seguire e ancora oggi riempie i teatri di tutto il Mondo. La schiettezza della musica dipana una storia universale. Nemorino è innamorato di Adina che non lo vuole. Arriva Belcore che se la vuole sposare, Nemorino compra l’elisir d’amore dal Dott. Dulcamara che essendo un ciarlatano gli spaccia del Bordeaux. Nemorino ubriaco si fa coraggio e cattura l’attenzione di Adina che lentamente arriva a provare gelosia quando lo vede circondato da tutte le ragazze del villaggio; come andrà a finire? Scopritelo insieme a noi lunedì 8 febbraio alle 20:30, sempre su radio kairos.

Per AntropoLirica, la rubrica della Prof.Effe tutta dedicata all’antropologia, parleremo di “Cosa bolle in pentola”. Il paiolo e le sue declinazioni: i modelli e i moduli espressivi della magia da contatto letti attraverso i suoi ingredienti, prodotti del pensiero magico e del pensiero razionale.

Il legame simbolico fra magia, cibo e cultura così come viene espresso nel triangolo culinario di Levi Strauss, con Barthes a Bordieu alla scoperta della grammatica del cibo e dei sensi. Crisi della presenza e bisogno di modificare la realtà sono, da sempre, bisogno culturale dell’uomo che si esprime attraverso i segreti delle pozioni magiche e le ricette, veri capisaldi della storia culturale dell’uomo raccontata davanti al fuoco di una cucina. Cibi magici, simbolici, terapeutici, afrodisiaci, elisir  e ancora molto altro sul l’eterno e affascinante binomio fra il corpo è il cibo che lo nutre e lo modifica.

Consigli di lettura dalla Prof.Effe: P. Bordieu ” La distinzione. Critica sociale del gusto” e E. De Martino ” Magia e civiltà”.

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